Rime e Storie

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rime a distanza e storie in sichitanza 

FAVOLE E RACCONTI

01/06/2018, 02:08

fantasticherie



FAVOLE-ALLA-RINFUSA---I-EPISODIO:-Pinocchio-e-Lucignolo-incontrano-Cappuccetto-Rosso.


 



Non sentiva neanche i morsi della fame Pinocchio quando stava insieme a Lucignolo. Lo seguiva come un cagnolino soprattutto da quando gli aveva parlato di questo splendido paese dei balocchi e gli aveva promesso che lo avrebbe portato con lui.   
Finalmente, dopo tanto camminare in mezzo ai campi, giunsero davanti alla fermata dove, di lì a poco, sarebbe passata la carrozza. Già Lucignolo pregustava l’emozione dei giochi mozzafiato e si prefigurava che avrebbe vinto tutte le scommesse. Pinocchio, per conto suo, era contento di sapere che ad aspettarlo ci sarebbero stati dolciumi di ogni tipo, giostre, giochi e feste a cui potere partecipare gratis e senza neanche bisogno di invito.                
 La fermata era poco visibile agli occhi dei viandanti perché si trovava dietro una radura che nascondeva un viottolo che spuntava come un miraggio dal fitto bosco di fronte.                 
Mentre aspettavano (ormai era questione di minuti), dal bosco sbucò una ragazzina non molto alta, con grandi occhi neri che brillavano nel viso incorniciato da un cappuccio rosso smagliante.                " Scusate - disse mentre respirava ancora con affanno - mi sono persa nel bosco, non riesco a trovare più la strada di casa. Sapete dirmi come si chiama questo posto?"               
  Lucignolo che era seduto su un muretto con le gambe ciondoloni, guardando fisso davanti, la degnò appena di uno sguardo e non le rispose.               
  "Non so come si chiama questa zona" - disse invece Pinocchio che stava camminando avanti e indietro impaziente.          "Come fai a stare in un posto senza sapere come si chiama?" chiese allora la bambina. "Non mi importa dove sono e cosa sto facendo in questo momento. So che tra poco passerà la diligenza che ci porterà nel paese dei balocchi, a me e al mio amico Lucignolo" - disse Pinocchio indicando l’amico.     
            Questi guardò Pinocchio visibilmente irritato per la sua franchezza,  ma non proferì parola.     
            "Il paese dei balocchi? Che cos’è?"                
 "E’ un paese - rispose Pinocchio senza curarsi degli sguardi ostili   di Lucignolo - dove non ci si annoia mai: si gioca e si mangia da mattina a sera e non ci sono i grandi a rimproverarti o a dirti quello che devi fare!"          
       "Davvero? - chiese Cappuccetto Rosso interessata - io conosco tutto il bosco e non ho mai visto un posto simile!"    
             Lucignolo appariva sempre più nervoso. Così con un salto scese dal muretto e si allontanò un po’.        
         Cappuccetto Rosso (così era soprannominata la bambina) e Pinocchio si sedettero accanto, sopra un grande sasso e cominciarono a parlare. La bambina gli raccontò che, poiché da diversi anni, attraversava il bosco per andare dalla sua casa alla casa della nonna a portargli le cose da mangiare e le medicine, aveva, all’insaputa della mamma, girato il bosco in lungo e in largo il bosco, scoprendo numerosi sentieri e, in qualche caso, tracciandone dei nuovi. Era bellissimo! L’unica cosa era stare attento ad un lupo che si aggirava nei dintorni e che aveva una predilezione per le bambine.      
           "Tutti i boschi del mondo non possono uguagliare il paese dei balocchi" - disse Pinocchio come se fosse un esperto di boschi e soprattutto come se al paese dei balocchi ci fosse già stato.       
          "Può darsi - disse Cappuccetto Rosso. Posso venire con voi?"     
            A questa domanda Pinocchio non era preparato ma volle subito precisare che per potere andare subito al paese dei balocchi, avevano dovuto prenotare due posti in carrozza e che per comprare i biglietti, aveva venduto il suo abbecedario.  "Si può andare anche gratis - aggiunse - ma occorre aspettare che passi la diligenza." Alle insistenze di Cappuccetto Rosso che sarebbe voluta partire subito e insieme a loro, Pinocchio disse, per chiudere la discussione, che avrebbe dovuto parlarne con Lucignolo.                
Giusto in quel momento Lucignolo si avvicinò ai due adocchiando il cestino che Cappuccetto Rosso teneva sottobraccio. "Cosa c’è lì dentro?"  - chiese indicando il cestino.
                "Qui dentro - disse Cappuccetto Rosso che aveva capito di avere un’arma in mano per conquistare Lucignolo - ci sono tre focacce, un pezzo di formaggio stagionato, un barattolo di marmellata, il pane e persino una crostata! "   E dicendo questo mosse il braccio come per stringere ancora su di sé il cestino!                 Lucignolo che non possedeva un soldo bucato, si stava ponendo la domanda come avrebbe potuto convincere la bambina a dargli almeno parte di quel cestino ma Cappuccetto Rosso troncò subito i suoi pensieri dicendo: "C’è roba sufficiente per tutti e tre se vogliamo! Per una volta la nonna può fare a meno; ha la dispensa sempre piena!"              
   A Lucignolo non sembrava vera quella che appariva una proposta davvero interessante ma, subito dopo lei  aggiunse: "purché, purché mi portiate con voi al paese dei balocchi!"                      
 "Non se ne parla nemmeno!" - disse d’impulso Lucignolo - Tu sei una femmina. Cosa vieni a fare in un posto così?"                
 Come se non aspettasse altro Cappuccetto Rosso consegnò il cestino nelle mani di Pinocchio (di lui si fidava), si sfilò la lunga gonna a fiorellini e il cappuccio rosso. Portava ben nascosto sotto la gonna un paio di bermuda blu ed aveva i capelli tagliati così corti che avrebbe potuto essere benissimo scambiata per un ragazzino. Come se non bastasse in un attimo poggiò le mani per terra e fece una serie di ruote che lasciarono di stucco Pinocchio e Lucignolo.                 
A questo punto, più per la fame che lo cominciava a divorare che per essersi veramente convinto, Lucignolo disse: "E va bene!", guadagnando così subito il sorriso a trentadue denti di Pinocchio che non vedeva l’ora di assaltare il cestino con il suo contenuto.                 
Fu in quell’istante che si sentì scampanellare la carrozza che stava arrivando. Il cocchiere scese a sgranchirsi le gambe un attimo. I due ragazzi salutarono con un cenno il cocchiere che li invitò a salire.  Cappuccetto Rosso nascosta dietro ad una grossa quercia, sbucò fuori nel momento opportuno e si sedette rannicchiata tra i due ragazzi, piegandosi su se stessa e nascondendo la testa tra le gambe, quasi a toccare il cestino che stringeva tra i piedi.
                Il cocchiere dette un ultimo sguardo distratto all’interno della carrozza e, con un colpo di frusta, fece muovere i quattro asini che la conducevano.  I ragazzi divorarono in un battibaleno tutte le vettovaglie e poi caddero in un sonno profondo.                 
Cappuccetto Rosso che aveva riposto gonna e cappuccio nel cestino ormai svuotato, guardava fuori il paesaggio, mentre la carrozza proseguiva lentamente. Querce, abeti, faggi e ogni altro tipo di albero le erano familiari. Riconobbe un attimo da lontano la sua casetta quando poi, all’improvviso, lasciato il bosco, la strada proseguiva per strade strette e polverose mai viste prima.              
"Chissà come mai degli asini e non dei cavalli stanno a trainare questa diligenza? Non sono forse ricchi in questo paese?" Queste le domande che frullavano nella testolina della bambina. Nell’istante in cui era salita in carrozza, lei aveva incrociato lo sguardo di uno dei ciuchini e vi aveva scorto una tristezza   infinita; le era sembrato addirittura che una lacrima scendesse da quegli occhioni che avrebbero, ne era certa, voluto dirle qualcosa. Ma che cosa? Cappuccetto Rosso non lo sapeva ma sapeva che la sua curiosità non si sarebbe acquietata fino a quando avrebbe trovato una risposta.              
   Ad una radura il cocchiere si fermò di nuovo e di sdraiò sotto un albero per riposare. Pinocchio e Lucignolo continuavano a dormire ma Cappuccetto Rosso era in sofferenza per essere rimasta stretta e immobile tra loro due. Così, quando sentì il cocchiere russare, decise anche lei di scendere un attimo. Non sapeva quale straordinario incontro l’aspettasse. 
(continua su http://www.rimeestorie.it/favoleeracconti?art=15)


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