Rime e Storie

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rime a distanza e storie in sichitanza 

FAVOLE E RACCONTI

28/10/2017, 22:52

fantasticherie, castelli e principi



FAVOLE-ALLA-RINFUSA---II-EPISODIO:---CAPPUCCETTO-ROSSO-INCONTRA-LA-BELLA-ADDORMENTATA


 



La carrozza aveva viaggiato per tutta la notte e, alle prime luci dell’alba, il cocchiere si era fermato perché si sentiva sopraffare dalla stanchezza e dal sonno. Quando fermò la carrozza e con un balzo scese a terra, Cappuccetto rosso fece appena in tempo a richiudere la piccola tendina del finestrino per non lasciarsi vedere ma lasciò un piccolo spiraglio sufficiente per scorgere il cocchiere che, sotto una grande quercia, russava sonoramente. Avendo deciso di scendere dall’altro lato, era scivolata velocemente davanti a Pinocchio, riuscendo a non svegliarlo, grazie anche alla sua straordinaria magrezza del burattino.

Appena scesa dalla carrozza, le parve che il sonno svanisse dal suo viso al contatto con l’aria frizzante del mattino. Un po’ per l’emozione e per l’agitazione, un po’ per la scomodità della sua posizione, non aveva dormito quasi nulla ma ora aveva ripreso a dominarla la sua insaziabile curiosità. Questo bosco non aveva nulla a che vedere con quello che conosceva da sempre. "Chissà quanto distano tra loro! " - pensava con una certa trepidazione. Tendendo bene l’orecchio al russare del cocchiere per essere pronta a risalire in carrozza, udì un dolce rumore di acqua scrosciante che le fece venire o forse le fece ricordare di avere una gran sete. Non era molto distante da lì una piccola fonte di acqua freschissima che sgorgava dalla roccia accanto ad una grotta, ma quando, sentendosi finalmente dissetata, sollevò la testa, asciugandosi col dorso della mano il mento bagnato, in quell’istante preciso, scorse due piedini con due graziosissime ed eleganti scarpine, sporgere dalla grotta. Si piegò sulle ginocchia e risalendo con lo sguardo scoprì che quei piedini e quelle scarpette appartenevano ad una ragazza molto graziosa e raffinata, che sembrava essere una principessa o comunque una nobile.

Di una principessa di fatto si trattava che doveva avere il sonno proprio leggero perché, sotto lo sguardo incuriosito di Cappuccetto Rosso, aprì gli occhi e si svegliò del tutto, mostrando  di essere piacevolmente sorpresa dalla vista della bambina.
Come capita spesso alle donne, in un batter d’occhio fecero le presentazioni, raccontarono per large linee la loro storia ma soprattutto si confidarono sul perché si trovassero lì e quali erano i loro timori e i loro desideri, come se fossero amiche da lunga data. In particolare Aurora, così si chiamava la principessa, raccontò di essere in fuga dal castello perché tra qualche giorno avrebbe compiuto sedici anni ed erano in corso i preparativi per festeggiare il suo compleanno. Alle domande di Cappuccetto che non capiva dove stesse il problema, Aurora rispose che, per un brutto sortilegio di una strega, ricevuto alla nascita, era destinata a morire il giorno del suo sedicesimo compleanno, pungendosi con un fuso!
"Terribile - disse Cappuccetto Rosso - quindi stai per morire?"
"Non proprio - la rassicurò la principessa -  una buona fata mia madrina ha corretto il sortilegio cosicché invece di morire, dormirò cento anni di seguito...
"Sempre meglio di morire!" -  Disse Cappuccetto Rosso.
"Certo, dovrei poi svegliarmi col bacio di un giovane principe!"
"Mmm,  penso che la cosa ti piacerà"  - disse Cappuccetto Rosso, rivolgendosi ad  Aurora, con un sorrisetto malizioso, lei che di suo non era mai stata tanto romantica.
"Non mi piace affatto essere baciata da uno che ancora non è neanche nato. Io voglio vivere ora la mia vita. Anche a me piace girare il mondo come a te, esplorare nuove terre, visitare gli altri regni e poi rientrare nel mio castello, a riposarmi."
"Non è proprio una vita avventurosa la tua - disse Cappuccetto Rosso a questo punto - tu cerchi solo di scacciare la noia di una vita sempre uguale e troppo comoda!"
Come appunto spesso succede alle donne, dopo una grande intimità, stavano finendo per litigare ma, stanca di quel discorrere che non sembrava portare da nessuna parte, come rientrando di nuovo in sé, Aurora disse: "comunque io non voglio dormire per 100 anni! Ora devo scappare, posso venire con voi?" Guardò dentro la carrozza dove ancora Lucignolo e Pinocchio dormivano e sul suo viso apparve un ombra di paura e di sospetto.
"Non ti preoccupare - disse con una risatina ironica Cappuccetto Rosso - sono innocui: quello più alto sembra uno spaccone ma sta anche lui scappando dalla madre che lo cerca dappertutto con il gendarme.   L’altro poi, sembra nato ieri, si stupisce di ogni cosa e crede a tutti."
"E allora dai, fammi venire con voi."
"Ma come faccio - disse Cappuccetto Rosso, dove ti metti? Con questa gonna poi, da sola occuperesti tutta la carrozza!"  
Sul viso di Aurora stavano già scorrendo le prime lacrime e a Cappuccetto Rosso, che non sopportava l’infelicità, né la propria né quella degli altri, balenò un’idea. "Senti - disse - tirati via questa gonna e mettiti la mia."  Dicendo questo tirò fuori dal cestino il suo gonnellino e lo porse ad Aurora. Vedendo l’incertezza di questa, soggiunse: "Fai presto. Io tra poco risalgo in carrozza prima che il cocchiere si svegli." Aurora capì che non aveva molte scelte e così, sfilandosi la gonna e indossando il gonnellino di Cappuccetto rosso, guardò le sue lunghe e snelle gambe e pensò, in un rigurgito di vanità, che anche così rimaneva sempre carina. Cappuccetto rosso riuscì con un po’ di fatica a stropicciare a tal punto la gonna fino a farla entrare nel cestino. Subito dopo Aurora si introdusse nella carrozza, anche lei oltrepassando Pinocchio. Poi fu la volta di Cappuccetto Rosso che salì dietro di lei e che su di lei si sedette, rinchiudendo questa volta ermeticamente entrambe le tendinette.
Al passare davanti a Pinocchio questi si svegliò ma Cappuccetto Rosso gli fece segno con il dito di non fiatare e così lui fece per fortuna, perché fu allora che il cocchiere risalì in carrozza e con un colpo di frusta fece incamminare i ciuchini per l’ultimo tratto di strada.                                                    (continua su: http://www.rimeestorie.it/favoleeracconti?art=16)




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