Rime e Storie

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rime a distanza e storie in sichitanza 

FAVOLE E RACCONTI

12/11/2017, 17:34

fantasticherie



FAVOLE-ALLA-RINFUSA---III-EPISODIO:-IL-PAESE-DEI-BALOCCHI


 



Quando il cocchiere, giunto a destinazione, aprì la carrozza per fare scendere i due ragazzi, rimase alquanto stupito alla vista delle due ragazzine.
"Ma che - disse rivolto a Pinocchio che era sceso per primo - vi siete portate dietro le fidanzate?"
Pinocchio però, vedendo che nel frattempo Lucignolo era sceso dall’altra parte della carrozza e si era messo subito a correre a gambe levate, si mise anche lui a corrergli dietro, un po’ per togliersi dall’impiccio, un po’ per non rischiare di separarsi dall’amico.
Il cocchiere si mosse allora per trattenere in qualche modo le due ragazzine ma anche Cappuccetto Rosso, afferrata la mano di Aurora, si allontanò insieme alla principessa, correndo dietro ai due ragazzi.
"Ma guarda un po’ - disse fra sé il cocchiere - la prossima volta starò più attento.Ho perso il guadagno di due biglietti. Ne parlerò col Direttore: dovrà proprio tener conto che gliene ho portato due in più. Qualcosa mi dovrà pur dare!" e così, rimuginando, risalì in carrozza e si allontanò in senso opposto a quello dei ragazzi, verso la zona delle stalle. 
Lucignolo, letteralmente elettrizzato dalle luci e dal frastuono del paese dei balocchi, correva verso una enorme ruota illuminata che girava su se stessa piena di ragazzini urlanti legati alle seggiole. Voltandosi indietro   vide Pinocchio ed ebbe un moto di stizza. Egli non nutriva nessun sentimento nei suoi confronti e, anzi, mal sopportava che Pinocchio gli stesse così appiccicato.
"Vai, vai! -  gli gridò - divertiti!". Ma vedendo come Pinocchio non desisteva dal corrergli dietro, gli disse: ci vediamo stasera sotto la ruota". E, per fare perdere le sue tracce, cambiò improvvisamente direzione, svoltando per una stradina secondaria, attratto dal forte odore di cioccolata calda che da lì promanava.
Pinocchio, invece, al vedere passare una simpatica banda seguita da alcuni giocolieri agghindati come maghi, si mise dietro a loro. 
A questo punto Cappuccetto Rosso fermò la sua corsa, anche perché si era accorta che Aurora ormai era affannata ed esausta.
Così finalmente le due presero a guardarsi intorno. Sebbene il sole fosse tramontato da un pezzo, c’erano tante e tali luci che sembrava giorno. Vi erano anche qua e là teatrini, giostre, crocchi di giovani riuniti attorno a giocolieri, clown, mangiatori di fuoco. Giravano dappertutto musicanti soli o in gruppo ma bisognava avvicinarsi moltissimo per udirne il suono perché le grida e il rumore dei bambini coprivano tutto. Vi erano poi tanti vicoli odorosi pieni di pasticcerie, confetterie e gelaterie, dove era possibile entrare, afferrare qualsiasi cosa ed uscire.   
Dopo una giornata di bagordi, le strade erano un tappeto di cartacce e Aurora si sentiva veramente infastidita; era però attratta da tutti quegli artisti giacché neanche nelle feste del suo regno ne aveva contati tanti in una sola volta. 
Ma dopo un po’ di giri perlustrativi e dopo avere divorato una coppa ricolma di crema, panna e frutti di bosco, Cappuccetto Rosso si accorse che, appoggiate ai muri delle strade, vi erano delle biciclette che chiunque poteva prendere e lasciare e, ancora una volta, fu lei a proporre ad Aurora di fare un giro..
Stava già inoltrandosi la notte ma nessuno si sognava di smettere. Così Aurora aderì alla proposta di Cappuccetto Rosso, nella speranza di raggiungere un posto più tranquillo.
Si erano allontanate un bel po’ inoltrandosi in sentieri deserti e già meditavano di tornare indietro quando un ragliare assordante le investì, prima più piano poi sempre più forte, così che decisero di spingersi fino al luogo da cui proveniva.  
Un grande edificio, con le pareti intonacate bianche e solo qualche finestra posta in alto, era ben visibile nonostante la fioca luce di qualche lampada a petrolio posta davanti allo stesso.
Al sopraggiungere di sette grandi carri coperti di teloni e trainati, questi sì da grandi cavalli scalpitanti,  Aurora e Cappuccetto Rosso si nascosero dietro un carro pieno di fieno.
Tre enormi omoni aprirono il grande portone di ferro e, con bastoni e fruste, spingevano gli asini fuori dalla stalla verso le pedane che li conducevano dentro i carretti. Qualche asino tentava di scappare ma veniva subito riacciuffato e, a colpi di bastone, fatto rientrare fra gli altri.
Caricati gli ultimi asini, uno degli omoni stava per rinchiudere il grande portone ma l’altro gli disse: "Lascia aperto, tra poco arriva il Direttore!".
Aurora guardò perplessa Cappuccetto Rosso la quale, dopo qualche istante che i carretti si erano allontanai, disse: "Andiamo via!". Così, inforcate le biciclette, nel cuore della notte, si avviarono per tornare indietro.
Nel frattempo molti dei ragazzi, soprattutto quelli arrivati di recente, si erano addormentati, così, sdraiati sui marciapiedi o sulle pedane oppure appoggiati ai grandi banconi. Degli omini piccoli e veloci si misero a fare pulizia, senza curarsi dei ragazzi che, all’occorrenza venivano spostati di peso come si fa con un qualsiasi mobile,  senza peraltro che nessuno di essi si svegliasse.  Le luci erano ormai spente, i suoni cessati, si sentiva solo il cigolio delle spazzole manovrate dagli omini della pulizia. 
Alcuni dei ragazzi però, quelli soprattutto arrivati da più tempo, non riuscivano a prendere sonno, anche per uno strano formicolio alle orecchie che stavano cominciando a crescere e a riempirsi di peli.
Finalmente giunse quello che doveva essere il Direttore, un uomo alto e grosso, con un panciotto rosso, che avanzava tra i ragazzi ancora svegli e sorrideva a ciascuno di loro. Quando, nel suo giro serale di perlustrazione, aveva incrociato Lucignolo, non aveva potuto fare a meno di notarlo. Era Lucignolo più alto della media degli altri ragazzi, muscoloso e atletico, veloce e spericolato. Il Direttore gli sorrise compiaciuto. A Lucignolo non era mai accaduto che un adulto lo osservasse con approvazione ma non poté fare a meno di notare nello sguardo del Direttore qualcosa di strano: "Mi ricorda gli uomini che alla fiera del paese guardando le bestie in vendita!" -pensò. 
 Si  allontanò da lui, scacciò dalla sua testa questa sgradevole immagine e, dopo qualche altro giro, ritornò alla ruota dove, trovato Pinocchio addormentato insieme agli altri, decise che anche lui avrebbe potuto schiacciare un pisolino.
Gli altri, quelli più vecchi che erano rimasti svegli, si aggiravano in preda ad una noia e ad una grande agitazione. A questo punto, il Direttore  trasse dalla tasca della giacca una specie di zufolo e cominciò a suonarlo. Accadde allora che invece di ridere e burlarsi di lui, come avrebbero fatto normalmente, tutti i ragazzi rimasti svegli, irrimediabilmente attratti, cominciarono a seguirlo, in un corteo lungo e silenzioso, sulla strada che portava dritta dritta alla stalla.
Per poco non incrociarono Aurora e Cappuccetto Rosso che stavano discendendo la strada all’incontrario.
Esse, vedendo sopraggiungere il corteo, portarono le biciclette dietro una grande siepe e lì si nascosero anche loro. A quello spettacolo, le ragazze ebbero un drammatico presentimento e a quella vista si sentirono spezzare il cuore ma, purtroppo, non erano in grado di fare nulla per impedire il compiersi di quel brutto destino di tutti quei ragazzi. 
"Ma anche Pinocchio diventerà un asino quanto prima, allora?" - chiese Cappuccetto Rosso.
"E anche Lucignolo!" Replicò Aurora
 "E anche noi! - disse con un soffio di voce, piena di terrore, Cappuccetto Rosso - dobbiamo scappare via da questo posto prima che sia troppo tardi".
"Come faremo?" - disse Aurora. 
"In qualche modo faremo - proruppe Cappuccetto Rosso - andiamo prima ad avvisarli".
Non fu semplice per loro svegliare i due ragazzi che dormivano pesantemente sotto la grande ruota dove si erano dati appuntamento, non fu semplice convincerli del pericolo che stavano correndo, fino a quando, guardandosi il riflesso del proprio viso rispecchiato nell’acqua stagnante di una fontanella, non si resero conto di avere delle strane protuberanze pelose alle orecchie.
Cappuccetto Rosso che, nel frattempo, aveva continuato a guardarsi intorno, disse: "Ho trovato! Ho visto che nelle diligenze che ogni giorno escono all’alba per il loro giro quotidiano ci sono tante coperte sufficienti per nasconderci. Dobbiamo provarci assolutamente!" 
Per puro caso le diligenze erano proprio quattro e si mossero insieme alle prime luci dell’alba.
Uscendo fuori dalla grande arcata che segnava l’ingresso al Paese dei balocchi, i ragazzi, che nel frattempo si erano appisolati, si svegliarono contemporaneamente.
Giunti ad un incrocio, "Scendiamo!" - gridò Lucignolo con quanta voce aveva in corpo e tutti e quattro, con un salto scesero giù sotto lo sguardo attonito dei cocchieri che non avevano mai visto nulla di simile. E menomale che Lucignolo aveva avuto questa prontezza di spirito perché, subito dopo, ciascuna diligenza prese una strada diversa, andando a fare razzia, in tutte le parti del paese, di bambini candidati a trasformarsi in asini. 




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