Rime e Storie

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rime a distanza e storie in sichitanza 

FAVOLE E RACCONTI

26/11/2017, 14:02

fantasticherie



FAVOLE-ALLE-RINFUSA--IV-EPISODIO:-QUASI-AMICI


 



"Ma dove siamo?" - chiese Cappuccetto Rosso, appena alzatasi in piedi e  guardandosi intorno: non riconosceva nulla di quel posto dove, su invito di Lucignolo, si erano catapultati dalla diligenza.
Nessuno le rispose mentre invece si udì il lamento di Aurora: "Ahi - diceva - mi sarò rotta qualcosa".
Cappuccetto Rosso allora le si avvicinò la prese per mano e  la aiutò a drizzarsi in piedi.
"Visto - disse - sei tutta intera".
Aurora abbassò  lo sguardo su se stessa come se dovesse verificare le parole di Cappuccetto Rosso e si fermò a guardare la gonnella rossa e subito dopo, non avendo più altri seri motivi per lamentarsi, guardò Cappuccetto Rosso con uno sguardo interrogativo.
"Ho capito - disse questa - vieni  con me". E così le due ragazze si allontanarono un poco; Cappuccetto Rosso sfilò fuori dal cestino la gonna di Aurora, le diede una bella scrollata e gliela porse. L’altra restituì prontamente il gonnellino a Cappuccetto Rosso per indossare nuovamente la sua ampia gonna piena di crini e merletti.
Nel ritornare indietro Cappuccetto Rosso scorse un cespuglio stracolmo di more e, senza un minimo indugio, ne colse più che poteva, riempiendo così il suo cestino.
Aurora, timorosa di macchiarsi, la guardava senza muovere un dito.
Rientrati alla base furono subito rimproverati dai due ragazzi per tutto quel tempo che era passato.
"Stavamo per andarcene" - disse Pinocchio - guardando Lucignolo per avere una conferma di quello che diceva.
Infatti Lucignolo subito dopo affermò: "Non vi abbiamo lasciato solo perché dobbiamo a voi la nostra salvezza ma, se dobbiamo muoverci insieme non dobbiamo perdere altro tempo. Non sappiamo quanta strada c’è da fare prima di ritrovare qualche sentiero familiare. Si è fatto tardi".
In effetti ormai il sole era già alto e c’era tanto caldo; non si stava bene se non all’ombra e tutti sentivano una gran fame e anche voglia di dormire visto che tutta la notte precedente erano stati quasi sempre svegli. 
Cappuccetto Rosso, un po’ per ingraziarsi i ragazzi, un po’ perché anche lei aveva fame, aprendo il cestino disse: "Guardate cos’ho preso. Ce n’è per tutti!"
Si sedettero così in cerchio, all’ombra di una grande quercia e, tra una mora e l’altra, cominciarono a parlare.
"Vi ringrazio - disse Cappuccetto Rosso - vedete, a me piace girare il mondo ma, come dice la mia nonna, ci sono anche brutti soggetti da cui guardarsi. Non c’è mica solo il direttore del paese dei balocchi!"
"Già - disse Lucignolo -  sono convinto che stamattina mi avrà cercato, cosa diavolo avrà pensato nel non trovarmi né tra i ragazzi né tra gli asini?"
"Ma io che razza di asino sarei stato, visto che sono di legno?" - borbottò Pinocchio.
"Un asino forte e indistruttibile" - disse Lucignolo con un sorriso pieno di sarcasmo.
"Ormai questa avventura è finita per voi - disse Cappuccetto Rosso - ma io invece ho sempre un nemico che mi perseguita da una vita". 
"E’ il lupo!", aggiunse con un soffio di voce rispondendo alla domanda tacita che tutti le rivolsero con i gli occhi.  
"Un lupo? E come hai fatto ad evitarlo fino ad ora?" - chiese Pinocchio.
"Vi spiego come l’ho evitato. Nel bosco dove io sono nata e cresciuta, vive un cacciatore, un vecchio amico di famiglia che, negli ultimi tempi, ha deciso di non dare più la caccia agli animali, ma solo alle bestie che infastidiscono il villaggio. Gli uccelli in particolare non lo temono più e dovreste sentire che musica la mattina! Ora, sapete, il cacciatore è un po’ invecchiato e non ha più la forza e l’agilità di una volta. Allora gli uccelli hanno deciso di aiutarlo. Fanno dei turni di guardia 24 ore su 24 in tutti sentieri del bosco e, quando vedono il lupo aggirarsi nei dintorni, fanno un tale baccano di suoni striduli e continui che servono ad allontanare il lupo ma anche ad avvisarci che, per il momento, è meglio seguire un altro sentiero."
"Mi pare allora che puoi sentirti abbastanza al sicuro!", affermò convinta Aurora.
"Non hai capito! - disse Cappuccetto Rosso - Io mi sono stufata di fare sempre la stessa strada. Il bosco è grande e pieno di sorprese. Perché nessuno mi capisce?"
"Io ti capisco, eccome! - non potè fare a meno di dire Lucignolo - Bisognerebbe trovare il modo di cacciarlo via, in un modo o nell’altro. Se si fa trovare sulla nostra strada, saranno guai per lui."
Pinocchio rinnovava continuamente la sua profonda ammirazione per la spavalderia di Lucignolo e, anche lui, volendo fare la sua parte, rivolgendosi a Cappuccetto Rosso, annuì con il capo, abbozzando un sorriso , come a dire: "Tranquilla, di lui puoi fidarti!"
Aurora guardava perplessa e anche un po’ stizzita perché si sentiva esclusa da quella insolita alleanza; così, per guadagnare in qualche modo la scena, disse: "Di questi tempi tutti si sentono in diritto di girare il mondo senza alcun pericolo o rischio. Ma se non è permesso neanche a me che sono un principessa!"
"Già - disse Lucignolo - immagino....un lupo, un leone, o chi altro minaccia questa bella principessa?"
Cappuccetto Rosso sentì subito di dovere intervenire, dispiaciuta del tono nuovamente ironico di Lucignolo. "No, no, ascolta. Io so com’è la storia".
Iniziò così a raccontare la storia di Aurora, così come l’aveva sentita qualche giorno prima  dalla sua viva voce. Aurora assentiva in silenzio, contenta in cuor suo che Cappuccetto Rosso l’aveva veramente ascoltata e che aveva trattenuto ogni particolare.
"Beh - disse Pinocchio alla fine - che sarà mai una vecchia strega rispetto ad un lupo affamato; penseremo anche a quello, non è vero Lucignolo?"
"Già - disse Lucignolo stranamente pensieroso - non me ne intendo molto di streghe ma in qualche modo faremo....Mi piacerebbe conoscere anche la tua madrina buona. Non riesco a immaginarmela; io ho a che fare solo con  mia mamma che mi segue tutto il giorno con il gendarme. Pr lei è meglio che io stia in gattabuia piuttosto che lasciarmi libero di fare quello che voglio."
"Allora io sono fortunato - disse Pinocchio - io non so chi sia la mia mamma ma la mia fatina dai capelli turchini mi vuole un bene così grande, come quello di una mamma...solo che io fino ad ora non ho fatto altro che darle dispiaceri...."
"Hai capito - disse Lucignolo guardando Cappuccetto Rosso - questi due che fortuna che hanno avuto? Forse per questo sono così imbranati!"
"Infatti, io mi ritrovo solo una mamma e una nonna che per giunta abitano nelle due parti opposte del bosco. Se non fosse stato per il nostro amico cacciatore, che brutta fine avremmo fatto!"
Nel frattempo il cestino si era totalmente svuotato delle succose more e tanto Lucignolo che Pinocchio si erano stancati di sentire altri discorsi.
A tratti le ciglia di tutti si richiudevano vinte dal sonno. 
"Adesso dormiamo - disse Lucignolo sdraiandosi supino con le mani sotto la testa - ci metteremo in cammino domani appena farà giorno"
Gli altri ubbidirono con gran piacere. A nessuno passò in mente di dovere vigilare durante la notte il sonno dei compagni. Ma per fortuna nulla di pericoloso accadde quella notte. Sembrava anzi che tutto il bosco con il suo silenzio e la sua frescura volesse cullare il sonno di quei quattro che, al di là di qualsiasi aspettativa, stavano, nel giro di qualche giorno, per diventare amici.



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