Rime e Storie

sep_06
sep_06

rime a distanza e storie in sichitanza 

FAVOLE E RACCONTI

28/01/2018, 23:34

fantasticherie, lavoro



FAVOLE-ALLA-RINFUSA---VII-EPISODIO:-UN-IMPIEGO-PER-CIASCUNO


 



Nel grande studio tappezzato di scaffali pieni di libri vi era un grande scrittoio. 
Tutti gli oggetti che abitualmente stavano su di esso erano accatastati sul divano e sul ripiano svuotato di ogni cosa, giaceva pronta la mappa per essere oggetto dello studio e della ricerca comune. 
Lo speziale rintracciò velocemente il piccolo territorio dove regnava il padre di Aurora. "Non è vicinissimo - disse -avrete bisogno di essere accompagnati"."Accompagnati? - replicò subito Lucignolo - non è il caso. Grazie" 
"Non potete proseguire a piedi. Comunque. Vi daremo dei cavalli. Sapete cavalcare?" - chiese il sindaco. 
  "Io sì" - si affrettò a rispondere Aurora e, vedendo che nessuno degli altri aveva risposto come lei, aggiunse: "Cappuccetto Rosso può salire con me in groppa al cavallo!"    
"Io posso imparare, farò in fretta, mi è sempre piaciuto ma nessuno mi ha mai insegnato" - disse Lucignolo ma nessuno dei presenti accennò a condividere il suo entusiasmo. Allora aggiunse: "E porterò con me Pinocchio", sottintendendo compiaciuto che ormai era cosa fatta.  
"Va bene, va bene ...domani ti porterò al maneggio...penso anch’io che farai presto ad imparare" - disse il sindaco.Ma la moglie soggiunse: "Vi fermerete quindi ancora un po’ di giorni con noi" 
"E che faranno gli altri?" Le chiese il marito. 
  "Che faranno? Ci sono tante cose che si possono fare. Domani mattina faremo il giro del paese. Ci sono tante botteghe dove lavorano artigiani abilissimi. Saranno tutti contenti di dedicare un po’ di tempo a questi splendidi ragazzi! Vedrai, troveremo il modo di tenerli impegnati." 
Pinocchio la guardò un po’ perplesso. Lui splendido? Ma si tenne dentro i suoi dubbi, aspettando che moglie e marito si decidessero a salutarli e a mandarli a dormire. 
Quando il giorno dopo la signora venne a svegliarli era già pieno giorno e non ebbero scuse per restare ancora a letto. 
  Lucignolo fu il più veloce di tutti, fremendo dalla voglia di imparare ad andare a cavallo ed uscì per primo. Gli altri invece dopo un po’ uscirono con la moglie dello speziale che impiegò l’intera mattinata per far fare loro un giro completo. 
Il paese si inerpicava su un lato della collina esposto ad est e le botteghe, irradiate dl sole, apparivano avvolte da un fascino speciale. In particolare Cappuccetto Rosso fu attratta da una pasticceria dove un’abile signorina collaborata da due simpatici ometti preparava torte, dolcetti e biscotti di ogni forma e sapore.   Aurora invece rimase colpita da una profumeria dove da grandi ceste poste all’ingresso, una simpatica signora sorridente prendeva pugnetti di petali di fiori appena raccolti e mischiandoli fra loro, utilizzava una piccola macchina da cui miscelandoli con dell’alcool, tirava fuori dei profumi speciali, proprio speciali persino per lei che era una principessa.
E Pinocchio? Pinocchio non sapeva decidersi. Era attratto più di tutti dal falegname. D’altronde era il mestiere di suo padre no? Ma per l’intanto, salutata la signora che rientrava a casa per preparare il pranzo, entrò nella piccola chiesa e sedette in un banco in fondo.
La Chiesa era buia; solo luccicava il piccolo altare in fondo. Pinocchio sentiva uno strano bisogno di silenzio. Quante emozioni aveva vissuto in pochi giorni. E cosa lo aspettava ancora? Non ne aveva la minima idea! Gli veniva davanti in questi casi l’immagine dl suo babbo. Sicuramente lo stava cercando in ogni dove. Mentre era immerso in questi pensieri, sentì dei passi dietro di lui. Era il vecchio prete che rientrava in chiesa. 
 Sotto la luce violenta che proveniva dall’esterno, Pinocchio non vide bene i particolari di quell’uomo ma riconobbe facilmente la sagoma di un vecchietto curvo, con una piccola barba incolta che avanzava appoggiandosi su un bastone.Ma come somigliava al suo babbo, era veramente impressionante! E ancor di più Pinocchio si sentì sciogliere il cuore quando il vecchio sacerdote gli si avvicinò, lo salutò e si sedette accanto a lui. 
Come se non aspettasse altro, Pinocchio gli raccontò tutto, ma proprio tutto, non solo di sé ma ancor di più dei suoi compagni di viaggio e della nuova tappa che stavano per intraprendere. Il vecchio l’ascoltò a lungo e gli disse poche cose cui Pinocchio annuiva con la testa. Poi si salutarono e Pinocchio andò anche lui a pranzare insieme agli altri che già erano tutti bell’e seduti a casa del sindaco. 
  Nel bel mezzo del pranzo, Pinocchio annunciò: "Ho deciso, io andrò a bottega dalla filatrice!" "Dalla filatrice? - chiese Lucignolo, stranizzato da quella scelta - non faresti meglio a venire con me ed imparare a cavalcare?" e nel frattempo pensava: "ogni tanto magari mi saresti meno d’impaccio!" -"No, no. Ho deciso. Andrò dalla filatrice" - gli disse Pinocchio guardandolo per la prima volta dritto negli occhi. 
  E fu così che l’indomani mattina tutti e quattro, fatta colazione, si avviarono contenti ciascuno in un luogo diverso, tutti desiderosi di imparare qualcosa. 
  Strano a dirsi, ma non tanto, Lucignolo si era alzato per primo. Era impaziente di non perdere quella che riteneva solo una nuova occasione di divertimento. Ma si sbagliava. Era trascorsa appena una settimana dal loro primo incontro e qualcosa stava per accadere che avrebbe  cambiato la sua vita e quella dei suoi compagni. 
(continua su http://www.rimeestorie.it/favoleeracconti?art=21



1
Create a website