Rime e Storie

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rime a distanza e storie in sichitanza 

FAVOLE E RACCONTI

02/06/2018, 00:01

fantasticherie, castelli e principi



FAVOLE--ALLA-RINFUSA---XV-EPISODIO:-E-VISSERO-TUTTI-FELICI-E-CONTENTI?


 



Il castello si presentò sempre uguale agli occhi di Pinocchio ma, consua grande sorpresa, non fu la stessa cosa per i suoi amici. 
Pensava di esserestato l’unico a subire quei profondi cambiamenti. Invece ritrovò in Aurora unadonna forte e serena, in Lucignolo un giovane sempre in movimento che sembravanato per fare il capo. 
E Cappuccetto Rosso? Beh, lei tradiva ancora nei suoiocchi la stessa curiosità di sempre. "In questi anni - disse a Pinocchio - sonostata in un sacco di posti con la scusa di imparare nuovi piatti di tutte letradizioni. Anch’io ho cambiato il mio nome. Mi faccio chiamare Rossella. Ti hocercato dappertutto ma sempre mi guardavano come matta quando parlavo di unvecchio falegname che era riuscito a fabbricare un burattino che correva,parlava e anche pensava. Sinceramente neanche io avrei immaginato che sarestidiventato uno di noi!" 
"Già - disse Lucignolo - anch’io sono cambiato molto, ma tu..." 
 "Oh basta - disse Pinocchio che si sentiva troppo messo all’attenzionedi tutti. "Aurora, tu cosa mi dici. Ti sposi finalmente. Ma il sonno? Il bacio?Com’è andata?" 
 "E’ andata che non è stato necessario tutto questo. Ho dovuto tenere abada per un po’ mio padre che non vedeva l’ora di vedermi accasata e di avereun nipotino erede al trono." 
 Così Aurora presentò a Pinocchio il suo fidanzato, un giovane conte,non particolarmente bello e neanche particolarmente ricco; non era vestitod’azzurro e non aveva piume sul cappello ma era alto e slanciato, con unosguardo aperto e schietto, guardava Aurora con grande tenerezza e porse la suamano a Pinocchio, con un sorriso sincero. 
Il giorno delle nozze, Lucignolo ebbe un gran da fare a sistemare lecarrozze di tutti gli ospiti e Cappuccetto Rosso, alias Rossella, a governarecuochi e pasticcieri impegnati nella preparazione del pranzo nuziale.Pinocchio invece sedette al tavolo degli ospiti d’onore. Il re padre,che non aveva mai dimenticato il bene ricevuto dalla figlia, volle accanto a séanche la Fata madrina e la Fata turchina, il vecchio Geppetto, la nonna e lamamma di Cappuccetto Rosso, la mamma di Lucignolo e persino il cacciatore. 
 Questi, da quando si era liberato del vecchio lupo, si limitava a farela guardia del bosco, alloggiando nella vecchia casa della nonna e recandosiperiodicamente in quella di Cappuccetto Rosso, la quale, dal canto suo, nonperdeva occasione, nei suoi viaggi, di fare una breve sosta tra i suoi ricordidi bambina.
Cappuccetto Rosso fece venire il cacciatore in tempo utile perprovvedere alla sistemazione dei vasti giardini.Il re, per l’occasione, fece grazia a tutti i prigionieri dellecarceri che in passato avevano compiuto furti e rapine, obbligandoli però alavorare sodo, sotto la guida del cacciatore. 
Fra questi vi erano il Gatto e laVolpe, che da tempo erano stati messi in prigione quando, trovati in possessodelle monete speciali del reame, avevano finito per confessare di averlesottratte a Pinocchio.  Una volta che lo videro passare, chiesero il permesso di andare asalutarlo... Pretendevano ancora di spacciarsi come amici! Pinocchio non disseuna sola parola, li salutò e si allontanò, pensando tra sé e sé: "Ma erodavvero un citrullo se mi sono fidato di questi due..."Al momento del taglio della torta Lucignolo e Rossella si affacciaronoalla porta in fondo al salone. Aurora fece segno loro di entrare ma essirimasero sull’uscio, Lucignolo guardando i suoi stivaloni infangati e Rossellaasciugandosi con la manica il sudore della fronte. Essi fecero segno che nonera necessario, che andava bene così. 
Guardavano con grande gioia i due sposima con ancora più tenerezza Pinocchio, (ops!  Pino!). Nessuno avrebbe immaginato ciò cheera stato!Pinocchio, dal canto suo, ricambiava felice lo sguardo. 
Poi sialzarono tutti per il brindisi. Con un po’ di fatica si alzò pure Geppetto e lanonna di Cappuccetto Rosso. 
Un pensiero assalì Pinocchio (altro che pensare, lui non aveva piùsmesso di pensare!). "Invecchierò anch’io e un giorno morirò. Prima mi dovròseparare dal mio babbo. Non è giusto. Un tempo, quando ero burattino, nonsentivo questo dolore dentro la felicità!" 
 La Fata turchina vide Pinocchio abbassare gli occhi ombrati ditristezza e annunciò: "Dopo il brindisi, vi prego, sedete tutti e state adascoltare il concerto che dedichiamo agli sposi". 
 Si spostarono dunque in fondo alla sala dove, su un piccolo palco,erano pronte un arpa e un flauto davanti a due leggii contenenti gli spartiti. Prima di sedersi diedero ordine di aprire tutte le grandi finestre chedavano sul giardino. 
Le lunghe tende bianche di seta cominciarono a volteggiarecullate dal vento.Per prima iniziò la Fatina madrina con i primi accordi dell’arpa. Dopoun po’ si inserì la Fata turchina con il dolcissimo canto del flauto, ma unostupore invase tutti i presenti quando dal giardino giunse il suono dicentinaia di violini, viole, clarinetti e altri strumenti musicali cheaccompagnavano le due fate. 
Erano i grilli, accorsi da tutto il mondo insiemeagli ospiti, che ora suonavano, diretti dal Grillo di Pinocchio che li avevaconvocati a partecipare ciascuno col proprio strumento. 
Poi si introdusse un coro di voci femminili che mute accompagnavano lamelodia.  Erano le fatine del cielo cheper l’occasione avevano trovato lo spunto per unirsi in un unico canto.


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