Rime e Storie

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rime a distanza e storie in sichitanza 

FAVOLE E RACCONTI

18/08/2018, 11:49

famiglia, scuola, animali



LA-TARTARUGA-TONELLA


 



Non era mai andata al di fuori dellapiccola terrazza al piano rialzato di quella palazzina e se ne guardava bene. Sentiva sopra la sua testal’abbaiare ostinato del cane che dal balcone dell’ultimo piano reclamava diuscire e, nella terrazzina accanto alla sua, i versi, spesso inquietanti, deigatti randagi che si rincorrevano nel cortile comune e che con un balzosaltavano su in quell’altra terrazza dove la vecchia padrona di casa facevatrovare cibo e acqua ogni giorno, per poi ritornare a inseguirsi nel cortileposteriore. 
La tartarughina Tonella invece erarimasta da sempre in quella terrazzina dove nessun altro animale aveva potutoaccedere, tanto fitta ed alta era la rete che chiudeva la cancellata, mesaquella rete a proteggere forse la tartaruga ma ancor più ad evitare che sullatesta dei passanti cadessero oggetti di ogni tipo lanciati giù dal piccoloTommy.Una volta era proprio il piccoloTommy a farle compagnia. Ma col passare del tempo neanche lui trovava il tempoda trascorrere in terrazza, dividendosi tra la scuola, la palestra, lescorrazzate con la bici nel solito cortile. Né veniva permesso allatartarughina di rientrare in casa. Quando ciò accadeva, veniva subito raccoltadalle solite mani e riportata in terrazza con le solite parole: "Finirai per perderti!" 
 Ma Tonella nel frattempo eracresciuta e cominciava a stufarsi di quella vita e stava tutto il giorno apensare come potere uscire da quell’isolamento.Fu così che un giorno, scoprì chenella rete si era aperto un piccolo varco e così sporse il capino al di là delbuco e guardò in giù. Era una mattina di ottobre e lungo la strada sottostanteprocedevano incolonnate le automobili. 
Tonella capì cos’era quella musica avolte assordante che a certe ore del giorno saliva insieme ad un odore insopportabile.Riconobbe persino cos’era quel veicolo più grosso degli altri che sempre nellestesse ore, si fermava, con uno stridulo rumore di freni, sotto casa sua.Guardava e riguardava da quellospioncino. Era diventato il suo passatempo. Non accadevano in verità moltifatti diversi lì sotto. La vita scorreva in fondo monotona anche giù. Solo lamattina c’era il vociare allegro dei ragazzi che aspettavano l’autobus e,all’ora di pranzo, degli stessi che rientravano. 
Una mattina che si era alzata primadel solito, si era più volte avvicinata a guardare, impaziente di rivedere iragazzi, finché, spintasi un po’ più giù, cadde. Per fortuna non fu un grandevolo e la tartarughina cadde capovolta, protetta dalla sua corazza. Cosìrimase, invocando il cielo che qualcuno, al più presto, venisse a salvarla.La risposta del cielo non tardò afarsi sentire. Dopo un po’, infatti, arrivò l’autobus e l’autista, scorgendo latartarughina che giaceva sul bordo del marciapiede, fece cenno ai ragazzi chesalivano di raccoglierla. Così egli la pose sul cruscotto e con quel piccoloesserino che lo guardava impaurito, concluse il suo giro e, giunto a casa, lamostrò a sua moglie come un imprevisto portafortuna. Tonella si era fatta male ad unazampina ma, per fortuna, l’autista ebbe cura di portarla da un veterinario e,in poche settimane, essa guarì del tutto. Il ricordo di Tommy e della sua mammaperò non l’abbandonava. Ormai era convinta che non li avrebbe mai più rivisti. 
Invece, ecco, avvenne una cosastraordinaria. Bisogna sapere, infatti che Elvira, la mamma di Tommy, eraun’insegnante di scienze e, qualche mese dopo i fatti che vi ho raccontato, sitrovava in classe a parlare di anfibi, rane e...tartarughe. Proprio sulletartarughe si concentrò l’attenzione dei ragazzi che la tempestarono didomande. "Non mi parlate più di tartarughe - non poté fare a meno dire - adottobre è scomparsa la mia tartarughina che tenevo in terrazza. Ne ho persocompletamente la traccia!" 
 Fu allora che due ragazzini che sapevanodove abitava la loro insegnante perché anche loro abitavano nei paraggi,raccontarono i quell’episodio cui avevano assistito. Tutto coincideva: dovevaproprio trattarsi della tartaruga Tonella!Telefonare all’agenzia dei trasporti,rintracciare l’autista, andare a riprendersi la sua tartaruga insieme al figlioTommy, fu un tutt’uno. 
Riportarla a casa fu una festa per Elvira, felice ancheperché sapeva di avere riservato a Tonella una sorpresa.Ora bisogna sapere che, per consolareTommy, dopo la scomparsa della tartarughina, la sua mamma aveva procurato altretartarughe. E Tonella non fu affatto dispiaciuta di trovare la sua dimorapopolata di altri ospiti. Uno in particolare attirò la sua attenzione e la suasimpatia. 
Ma questa è un’altra storia forse dainventare mentre quella che ho raccontato, è tutta vera, così come mi è statariferita. Più o meno.


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